L'accesso alle Grotte è rappresentato da un grosso androne, nel quale è
collocato un altare dedicato a S. Michele. Un barcone permette di
attraversare un corso d'acqua, che ha origine dalle acque sotterranee,
che prende il nome di Fiume Negro. Il sistema di grotte e cunicoli si
articola in quattro rami dei quali i tre principali hanno una lunghezza
di 2500 metri circa. Pittoresco è il braccio della Sorgente che può
essere percorso fino al braccio del Paradiso. Nel braccio delle
Meraviglie le stalattiti e le stalagmiti appaiono estremamente
delicate. Tra varie forme è possibile scorgere figure quali l'Elefante,
la Sfinge, figure umane, etc. La grotta ha termine con la Sala delle
Spugne, ove vi è una particolare limpidezza delle formazioni calcaree.
Reperti dimostrano che fin dall'età della pietra le grotte furono
abitate. Sia i Greci che i Romani utilizzarono l'antro come sede di
culto. I cristiani le dedicarono al culto di S. Michele Arcangelo.
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